“Probabilmente” è la storia di cinque ragazzi, adulti, ormai uomini, che non riescono a scrollarsi di dosso il ricordo di un sogno adolescenziale: quello di aprire il LORO locale personale, all’avanguardia, dove poter dare spazio alla cultura di ogni tipo e contemporaneamente voce a chiunque, una sera, ne sentisse l’esigenza. Loro compresi. Perché loro stessi, infatti, sono una rock band. Ormai allo sfascio e ormai dimenticata, d’accordo, ma pur sempre una Rock Band.

Nonostante però i segnali del loro passato siano ben presenti e visibili in ogni momento della loro giornata, oggi i cinque sembrano non avere altre motivazioni se non quella di raccontarsi che va tutto bene davanti ad un bicchiere di birra, nel solito Pub, o quella di passare il sabato pomeriggio nel “salone” da barbiere di Kilo. Figura, questa, molto presente nel gruppo: quasi un padre per ognuno di loro. Lo stesso salone è frequentato dal Professore, insegnante di italiano dei ragazzi alle scuole medie, la cui improvvisa scomparsa segna la riaccesa del desiderio di tornare a crederci, a sognare di potercela fare.

Non sarà facile, naturalmente: per uscire da un ingranaggio bisogna avere la forza ed il coraggio. E, anche se i cinque coraggio sembrano averne, visto che si danno a soluzioni poco ortodosse o quanto meno poco legali pur di uscirne vivi, la forza invece sembra latitare. E presto ci si deve fare i conti con una carenza di questo tipo. Nel giro di poco, infatti, i cinque, coinvolti in imprese illegali più grosse di loro, finiscono addirittura vittime di una banda di malavitosi locali che riescono a sottrarre loro molti dei soldi, diciamo così, risparmiati sino ad allora.

E’ la fine. E quando si arriva in fondo al barile, o si raschia o si prova a risalire. Nemmeno a dirlo: loro avrebbero raschiato, raschiato e raschiato… se non fosse stato per l’arrivo di Vanessa. Bionda, francese e stramaledettamente misteriosa. Arriva da non si sa dove e coinvolge i cinque in una situazione assurda, spacciandola come UNICA soluzione alla loro esistenza…

Chiunque avrebbe rifiutato. Ma i nostri non sono chiunque.